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lunedì 3 agosto 2015

Polpette di cereali alla cannella e pistacchi con salsa di senape: le forme di una dispensa da riorganizzare

Per fare spazio a nuovi prodotti, che ho già adocchiato e segnato sul taccuino dei must have, occorre dare fondo a quelli già presenti, magari da un po', in dispensa. E, credetemi, la mia dispensa non ha bisogno di presentazioni. Della serie chiedete e vi sarà dato ^_^
Avena, orzo e riso integrale. Li prendi per mettere a punto un progetto e concretizzare un'idea. Poi rimangono lì, perché tre chili di prodotto, per le dosi e le frequenze a cui sono abituata, sono davvero un eccesso, per me. Arriva sempre, però, il momento in cui si corre ai ripari e lo si fa in un modo che non sia banale. Si aspetta il momento giusto, ma quando arriva, si afferra e si esalta. Un amuse bouche che arriva al centro del bersaglio. L'ecletticità dei sapori, che rimane racchiusa in una leggera panatura e che viene rinfrescata e solleticata dalla pungenza di una salsa dal carattere forte, mi fa sorridere di fronte al pensiero che, in fondo, non ci sia mai fine alle sinfonie di sapori che un piatto può donare. Continuo a immaginare, a mettere insieme, ad assaggiare e continuo a godere dell'interminabile sequenza di vibrazioni che un boccone può donare. Magia, poesia, senza che una sola parola venga espressa. Il potere emozionale della cucina è una forza contagiosa che porta oltre, sempre oltre.

Ingredienti

Per 15 polpettine
25 g di riso integrale
25 g di orzo
25 g di avena
25 g di feta light
10 g di pistacchi tostati
10 foglie di basilico
1 cucchiaino di olive di Riviera
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
sale rosa dell'Himalaya
pangrattato di riso
olio evo

Per la salsa
1 cucchiaio di senape
10 foglie di basilico
10 g di semi di zucca
zenzero in polvere
pepe mix creolo

Fate bollire i cereali in acqua salata fino a quando saranno ben morbidi. Scolateli e lasciateli intiepidire.
Tritate grossolanamente i pistacchi tostati. Aggiungete il mix di cereali, la feta, le foglie di basilico lavate e asciugate accuratamente, cannella e olive. Frullate tutto il tempo necessario per creare un impasto non troppo liscio, ma ben omogeneo. La feta e le olive daranno sapidità sufficiente a non aggiungere ulteriore sale. Fate riposare l'impasto per una decina di minuti.
   A questo punto create delle polpettine non troppo grandi. Passatele nel pangrattato di riso e lasciatele a riposo, in frigorifero, per un'oretta (potrete anche prepararle il giorno prima, o la mattina per la sera). In questo modo la panatura si compatterà bene.
Preparate la salsa. Lavate e asciugate accuratamente le foglie di basilico. Tritatele, insieme ai semi di zucca, quindi mescolate tutto alla senape. Aggiungete pepe e zenzero a piacere e mescolate bene.
Lasciate riposare la salsa, in modo che i sapori si armonizzino bene.
Scaldate in una padella un cucchiaio di olio evo, oppure coprite una teglia con carta forno e un filo di olio. Sistemate le polpettine e fare in modo che vengano irrorate completamente.
Nel caso di cottura in padella, fatele girare continuamente, in modo che cuociano e dorino in modo omogeneo. Nel caso di cottura in forno, lasciatele circa 20 minuti a 200° (il mio forno non è fortissimo, per cui potrebbe essere sufficiente portare la temperatura a 190°), girandole un paio di volte.
Quando saranno croccanti e dorate, sistematele su un piatto da portata e servitele, insieme alla salsa alla senape.

Se da sole saranno piene, gravi e avvolgenti, la punta acidula e pungente della salsa saprà donare freschezza e carattere, trasformando ogni boccone in un assaggio di poesia. Tanto che..... vi verrà da chiudere gli occhi, ogni volta ^_^

Accompagnatele con verdura di stagione e saranno perfettamente bilanciate!!

lunedì 29 giugno 2015

Zucchina tonda ripiena con fondutina di Fontal: il passo che separa l'ordinario dallo straordinario

Mi correggerete se sbaglierò, ma trovo che certi ortaggi ispirino un preciso tipo di pietanza. Le zucchine tonde, perché sarebbero nate, se non per farcirle? Solo che, questo fatto stesso di vederle belle piene e tracimanti di ogni qualsivoglia genere alimentare, stride un po' con il mio desiderio di qualcosa di sempre nuovo. Ho vagato intorno a questo tuttotondo per un po', prima di arrivare alla forma perfetta. L'idea di scomporre un uovo e di renderlo in parte frittata, in parte forduta mi ha subito preso. Ho elaborato forma e sapori, ho cercato gli incontri perfetti, bilanciati, completi e, in ogni caso, leggeri. Il risultato è stato all'altezza delle aspettative. Niente di ciò che vedrete corrisponde ad una canonica preparazione da manuale. Ho solo seguito un istinto, basandomi sulle mie dosi e sulle mie valutazioni. Ho ottenuto un piatto unico dal sapore intenso e appagante. Il mio amato Fontal in una forma di fonduta semplice e leggera mi ha coccolato il palato come desideravo, sposando il sapore pungente delle olive di Riviera e la dolcezza delle tenere costine, dono dell'orto di mamma.
Per me uno strappo alla regola. La presenza di uova e formaggio insieme e di questo genere di formaggio nello specifico, rappresenta un'eccezione. Che apprezzo e che mi soddisfa in pieno. E che vi propongo con la convinzione che anche voi possiate apprezzare e fare vostra.

Ingredienti

1 zucchina tonda
1 uovo
50 g di porro
10 foglie di costine
10 g di olive di Riviera
30 g di Fontal Nazionale
1 cucchiaino di olio evo
sale rosa dell'Himalaya

Lavate la zucchina, eliminate la parte superiore e scavatela, togliendo la polpa e lasciando un bordo di circa 1 centimetro. Salate l'interno, capovolgete la zucchina e lasciate che perda parte della sua acqua. In questo modo rimarrà più asciutta in cottura.
Lavate le foglie delle costine, tagliate il porro in rondelle e tritate tutto, insieme alle olive di Riviera. Fate rosolare tutto in una padella, con un cucchiaino di olio evo. Salate a piacere (ma ricordate che le olive insaporiscono già a dovere!!!).
   Tagliate il Fontal a dadini e inseritelo in un piccolo pentolino.
Rompete l'uovo e separate tuorlo, che unitrete al Fontal, e albume, che verserete in una ciotolina. Aggiungete all'albume il trito di verdure, intiepidito. Mescolate, correggete di sale e tenete da parte.
Accendete il forno e portatelo alla temperatura di 200°.
Versate l'albume sbattuto con le verdure all'interno della zucchina, riempiendola completamente.
Sistematela su una teglia coperta da carta forno e, una volta raggiunta la temperatura, infornatela e cuocetela per circa 30 minuti.
Se fosse necessario (lo dico con il senno di poi) incrementate il tempo di cottura di altri 15 minuti: in questo modo l'albume si rapprenderà perfettamente.
   Nel frattempo frullate il fontal con il tuorlo e mettete il pentolino sul fuoco, a fiamma bassissima. Sciogliete tutto, mescolando continuamente. Quando avrete ottenuto una crema liscia (non tenetela troppo sul fuoco, se no farà grumi), spegnete il fuoco e tenete da parte.
Sfornate la zucchina, tagliatela a fettine in senso orizzontale, sistematele su un piatto e versateci sopra la fondutina. Servite immediatamente e assaportate in pienezza.
Consistenze, sapori, aromi, sarà un insieme di sensazioni che coinvolgerà ogni senso. E vi stupirete di quanta delicatezza ci sia in questo piatto.

La magia dell'incontro di sapori unici e di carattere si trasforma in opera d'arte, che appaga vista, olfatto, gusto e..... gola ^_^


Non vorreste mai arrivare alla fine....

lunedì 5 maggio 2014

Tagiolini di zucca agli agretti e crema di feta: tempi, rincorse e... un piede salva l'altro

Sono fatta così. Non datemi tempi, non mettetemi fretta. Io le cose le faccio, e le faccio anche con impegno, ma i tempi devono essere i miei. Sotto pressione non rendo come vorrei. La chiamo ispirazione, propensione al godere del piacere di fare qualcosa e tutto questo non ammette tempistiche. Piuttosto perdo un'occasione, ma quando la colgo, so che la affronto con lo spirito giusto e con tutte le energie a disposizione.
Per questo non ho mai partecipato ad un contest. Che poi voglio dire, tantissimi mi interessano, solo che vuoi che in quel periodo non mi senta ispirata, vuoi che non abbia in dispensa quel particolare ingrediente, vuoi che la mia testolina (e quel neurone genietto in sinapsi alterne) non la persuadi tanto facilmente, sta di fatto che, puntualmente, quando arrivano le congiunzioni astrali affinché quel piatto prenda forma e tempo, il contest è appena concluso. E, sorridente di quel sorriso rassegnato che fa scuotere la testa la testa con rassegnazione, assaporo con orgoglio la mia piccola creazione. Questa volta no. Questa volta ci avrei tenuto particolarmente. Già, sono stata molto colpita dallo spirito di questa iniziativa. Sandra è una grande donna, e quando una grande donna guarda negli occhi un'altra forza e si rimbocca, con lei, le maniche, quello che ne viene fuori è decisamente ammirevole. Un primo piatto di pasta fresca, senza farine raffinate (vi adoro!!!), che costi, per 4 persone, meno di 5 euro: avreste mai pensato che potessero venire fuori piatti pazzeschi come quelli proposti qui? E allora questa volta ce la faccio, cara Sandra. Arrivo in tempo limite, ma contrubuisco con grande, grandissimo piacere.


Con questa ricetta partecipo al contest
Pasta che ti passa.... Impastiamo la crisi
di Sandra e Gaia

Ingredienti

Per la pasta
310 g di zucca (€ 2,28/kg = € 0,70)
310 g di semola di grano duro (€ 1,10/kg = € 0,34)
1.5 g di sale + q.b. per la cottura (€ 0,01)

Per il condimento
300 g di agretti (€ 3,30/kg = € 1,00)
100 g di feta light (€ 1,49)
20 g di olive di Riviera denocciolate (€ 8,36/kg = € 0,16)
20 g di semi di zucca tostati (€ 16,80/kg = € 0,34)
1 spicchio d'aglio (€ 0,05)
olio evo (€ 12/l = € 0,10)

Costo totale del piatto, per 4 persone, € 4,19

Cuocete al vapore la zucca e procedete alla preparazione della pasta, come indicato qui. Se fosse necessario aggiungete semola, in modo che l'impasto rimanga morbido, ma non appiccicoso. Avvolgetela in un canovaccio e lasciatela riposare per un'oretta in frigorifero.
Mettete a mollo gli agretti, pulendoli dalle radici. Sciacquateli un paio di volte, in modo da eliminare tutti i rimasugli di terra e sporco. Quindi fateli saltare in padella con un filo d'olio e uno spicchio d'aglio. Dopo un paio di minuti abbassate la fiamma, salate, coprite la padella con un coperchio e procedete con la cottura fino a quando saranno morbidi e l'acqua di vegetazione quasi del tutto evaporata.
   Riprendete l'impasto, stendetelo in più sfoglie sottili e tagliatele a spaghettini. Stendeteli su un canovaccio, infarinateli bene e lasciateli asciugare.
Passate al condimento.
Tritate la feta insieme ai semi di zucca e alle olive e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo.
Portate ad ebollizione abbondanta acqua salata e cuocete i tagliolini per un paio di minuti (dovranno rimanere al dente).
Quando saranno pronti scolateli, tenendo da parte un po' dell'acqua di cottura, e trasferiteli nella padella in cui avete fatto cuocere gli agretti. Unite 3/4 del composto di feta e saltate tutto a fiamma viva per qualche minuti, aggiungendo un po' dell'acqua di cottura, in modo da creare una cremina. Quando il liquido si sarà ridotto, spegnete la fiamma ed impiattate.
Cospargete i piatti con la restante feta e passate  per un paio di minuti sotto il grill del forno.
Serviteli molto caldi. Il sapore deciso della feta, con la delicatezza della zucca e la punta di carattere degli agretti, vi saprà donare il piacere di un primo piatto stuzzicante e conturbante.

Non vi resta che divertirvi a.... spettinarli e a spettinarvi!! ^_^


giovedì 24 aprile 2014

Cannoli di crèpes "con rinforzo" al gratin: quella folle e sana curiosità che ci spinge ad andare oltre

Ancora crespelle. Ancora asparagi. Come faccio a farvi credere che rarissimamente replico un piatto? Beh, in effetti non è che abbia portato in tavola lo stesso gusto di questa versione. Voglio dire, sugli asparagi non si discute, ma la vera forza di questo piatto sta nella crèpe. Che, lo chiarisco, questa volta le uova le ha eccome. Ma ha anche un'anima che la rende forte e resistente. L'atimo esatto in cui mi sono detta provaci!! credo di aver vissuto una sorta di regressione, dove le associazioni di forme ti portavano a far entrare il solido nel cubo sagonato, ovviamente da quell'unica parte da cui sarebbe potuto passare. Ecco, in un momento di insana follia (e ultimamente faccio sogni e mi rendo portavoce di pensieri alquanto inquietanti), ho immaginato la bella crespella tonda e..... ci ho visto sopra il suo perfetto incastro. Tondo su tondo. Ma qualcuno ci avrà mai pensato? Sicuramente sì, non mi sono neanche messa a cercare. Certo è che queste crèpes qui sono davvero particolari. Creano, in questo insieme di ingredienti, un piatto unico e completo davvero intrigante.

Ingredienti

3 uova
25 g di parmigiano + 20 g
6 fette di mortadella di pollo e taccchino (100 g circa)
25 ml di olio evo + q.b.
30 g di olive di Riviera
50 g di ricotta
12 asparagi cotti al vapore
   sale
noce moscata

Rompete le uova in un recipiente capiente. Unite il sale e la noce moscata e sbattete con una frusta per diversi minuti, fino ad ottenere un composto soffice e spumoso. Sempre con la frusta in azione, versate l'olio a filo e sbattete fino a quando si sarà amalgamato completamente. Grattugiate 25g di parmigiano e tenetelo da parte.
Scaldate un padellino antiaderente del diametro di 20 o 22 cm. Passatevi uno scottex unto di olio e, quando sarà molto caldo, versatevi due cucchiai di pastella. Distribuitela sul fondo, formando un disco tondo e uniforme. Cospargete la superficie con una piccola manciata di parmigiano.
   Adagiatevi sopra una fettina di mortadella (la dimensione dovrà essere uguale tra crespella e salume) e coprite tutto con altri due cucchiai di pastella. Cospargete anche questa in modo da coprire tutta la mortadella e ponete un coperchio sulla padella. Fate cuocere per 40 secondi circa, poi capovolgete la crespella. Procedete per un minuto scarso la cottura e fate scivolare la vostra crèpe su un piatto piano.
Ungete nuovamente la padella e procedete con la cottura, fino a terminare gli ingredienti. Con queste dosi dovranno uscirvi 6 crespelle.
Mentre le crespelle raffreddano, preparate la farcia. Tritate le olive ben sgocciolate, insieme a 20 g di parmigiano e uniteli alla ricotta. Salate leggermente e mescolate bene.
Prendete una crespella alla volta e copritela con una parte del composto appena ottenuto.
Sistemateci sopra, ad un'estremità, due asparagi e arrotolate stretta la crèpe. Adagiate ciascun involtino in una pirofila, uno accanto all'altro.
Irrorate con un filo di olio evo e, volendo, cospargete con un po' di parmigiano grattugiato.
Infornate a 200° per 10/15 minuti circa. Giusto il tempo che si formi una croccante crosticina in superficie. Quindi sfornate e servite.
Assaporate il piatto molto caldo, nel suo contrasto di sapori e nella sua morbida avvolgenza.
La cremosità della farcitura di ricotta e olive renderà piacevole il sapore deciso della crespella e la freschezza dell'asparago darà il suo tocco di vivacità.
Un piatto appagante, completo e gustoso, si può preparare con anticipo e infornare all'occorrenza.

Nuove versione di crespella, con un rinforzo he convince al primo morso!!

giovedì 17 aprile 2014

Polpettine alla rucola su fagioli piattoni e mandorle: concorrenze tra ricordi e nuove identità

Quante volte vi sarà capitato di preparare un piatto cercando di ricreare un sapore vivo nei ricordi? I piatti della mamma difficilmente sono replicabili: c'è sempre qualcosa che li rende speciali e diversi. Questa, però, è tutt'altra faccenda. Le polpette di mia mamma, quasi sempre cotte al sugo, non sono mai riuscite a fare realmente breccia nel mio cuore. Credo fosse per il fatto che la tritata era troppo fine e che il poco condimento le rendesse troppo asciutte, all'interno. Sia chiaro, le ho sempre mangiate facendo anche scarpetta, ma ho realmente capito che avrei potuto migliorarle la prima volta in cui le preparai da me, alle prese con la mia nuova vita da single, anni e anni fa ^_^ Da lì me ne innamorai follemente. Potrei mangiare una quantità tale di polpette da rotolare giù dalla sedia. Senza controllo. Impasto veloce e non troppo minuzioso, che lasci i sapori nelle loro consistenze grossolane. Aborro il pomodoro, come accompagnamento: la mia polpetta deve essere rosolata. Croccante e saporita fuori, morbida e delicata all'interno. Umida da non richiedere un solo goccio di acqua, addolcita da verdura semplice come contorno.
In un regime alimentare sempre più consapevole, la carne entra sempre meno nei miei piatti. O meglio, determinati formati (chiamiamoli così) sono stati quasi definitivamente eliminati. La tritata mancava da un po'. Per scelta. E sempre per scelta questa volta è tornata. Si assaporano meglio, quando sono un regalo.

Ingredienti

275 g di tritata di vitello
20 g di olive di riviera
1 mazzetto di rucola
10 g di semi di zucca
240 g di fagioli piattoni puliti
15 g di mandolre
sale
olio

Mettete la tritata in una ciotola capiente. Lavate la rucola e asciugatela accuratamente. Tritatela, tenendone un poì da parte, insieme ai semi di zucca e alle olive e aggiungetela alla carne. Salate leggermente (le olive daranno già sapore). Volendo potrete aggiungere mezzo spicchio d'aglio. Personalmente trovo dia un sapore incantevole, ma ultimamente il mio stomaco fatica a sopportarlo e mi tocca assecondarlo.
Impastate tutto velocemente, amalgamando in maniera grossolana. Coprite con un foglio di pellicola trasparente e lasciate riposare in frigorifero.
Pulite e lavate i fagioli piattoni. Tagliateli in piccole losanghe o nella forma a voi gradita.
Scaldate un filo di olio evo in una padella e buttateci i fagioli. Fateli saltare a fiamma viva per un minuto, poi abbassate il fuoco, salate e coprite con un coperchio.
   Cuocete per una decina di minuti, dopodiché unitevi la rucola tenuta da parte a tocchetti e le mandorle schiacciate e spezzettate grossolanamente. Proseguite per altri cinque minuti la cottura, poi spegnete e lasciate da parte.
Riprendete l'impasto di carne trita e preparate tante piccole polpettine. Scaldate nuovamente dell'olio in una padella e, quando sarà ben caldo, adagiatevi le polpette. Fatele saltare bene, cercando di cuocerle uniformemente.
Quando saranno ben dorate unitevi i fagioli e lasciate insaporire sul fuoco per qualche minuto.
Una volta che i sapori saranno ben amalgamati e che la verdura avrà assorbito il fondo di cottura delle polpette, spegnete il fuoco e servite.
Con queste dosi mi sono venute 30 polpettine. Confesso di aver opposto resistenza, ma ci ho mangiato in due comode porzioni.
Umide, delicate, saporite e ben equilibrate nella loro sapidità data dai soli ingredienti.

Una piacevole rievocazione di sapori amati che lascia il sapore dolce, senza appesantire lo stomaco.
  Nelle mie polpette non c'è traccia di uovo, né di pane. Anche questa è una scelta!!


La rucola rende fresco l'impasto, le olive danno carattere e morbidezza e il formato mignon trasforma questo semplice piatto in un divertente gioco al canestro ^_^