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lunedì 20 marzo 2017

Carrots cupcakes di orzo con creamcheese al cioccolato bianco

Mai fatto un cupcake. Mai neanche letto come si faccia un cupcake vero. Insomma, io non sono una da "ricette classiche". Neanche una da "ricette da seguire alla lettera". Amo l'improvvisazione. Mi abbandono alla dispensa. Seguo l'ispirazione. I desideri. La curiosità. Soddisfo le volontà della mia gola. Coccolo il mio palato. Trasformo tutto in salutare.
Così mi capita di prendere delle carote, poi delle mandorle, di pensare che, beh, parto da un classico, e metto insieme uova, farine integrali, ingredienti insoliti. Come fossi una vignetta, a metà strada tra un chimico e una pasticc-iona :D Estraggo, sbatto, monto, mescolo, verso, inforno, emulsiono, guarnisco. Ah, importante: ASSAGGIO. Che la cucina è una rovina per persone golose come me :D E alla fine eccoli: li chiamo così, li chiamo cupcakes. Che magari non lo sono davvero, ma lo sono a modo mio. E sono buoni da morire. Leggeri, ricchi, golosi, freschi, morbidi, pieni, delicati, perfetti. Missione riuscita: anche questa volta la colazione è garantita e... speciale!!

Ingredienti

Per i cupcakes
320 g di carote pulite
100 g di mandorle pelate
3 uova
40 ml di olio evo delicato
140 g di farina d'orzo
35 g di fecola di patate
35 g di zucchero di canna integrale Demerara
50 ml di latte (per me vegetale)
15 g di polline in grani
6 g di cremor tartaro
1 pizzico di bicarbonato

Per la creancheese
100 g di cioccolato bianco
50 g di yogurt greco
35 g di formaggio cremoso di capra
scorza di 1/2 limone
zenzero in polvere
cannella in polvere

Tagliate le carote e passatele nell'estrattore. Se aveste il fltro apposta, fate lo stesso con te mandorle. Diversamente tritate tutto, ma fate attenzione che in questo modo l'impasto rimarrà più umido e potrebbe essere richiesta più farina.
Sbattete le uova con lo zucchero e l'olio, versato a filo. Una volta che saranno spumose aggiungete la farina, setacciata e mescolata alla fecola di patate e al cremor tartaro. Terminate con un pizzico di bicarbonato e con il latte. La quantità di latte potrebbe variare in base alla tipologia di farina. Dovrete ottenere un impasto denso, ma sempre morbido.
Unite mandorle, polline e carote e mescolate fino ad ottenere un impasto omogeneo. Versate l'impasto in 12 pirottini di carta e infornate, a 180°, per 25 minuti.
Quando saranno ben dorati in superficie e la prova coltello sarà stata superata (la lama dovrà uscire perfettamente pulita dall'interno del cupcakes), sfornate e lasciate raffreddare.
Versate in una ciotola lo yogurt e il formaggio di capra. Unitevi il cioccolato bianco fuso (a bagno maria o nel microonde), la scorza grattugiata del limone e lo zenzero in polvere.
Sbattete con una frusta fino ad ottenere una crema soffice, quindi trasferite tutto in una tasca da pasticcere e decorate i cupcakes.
Spolverizzate con della cannella e gustate.
Se doveste programmare l'assaggio per i giorni a venire, aspettate a decorarli tutti: ogni giorno prenderete quelli necessari, li riscalderete leggermente e poi via di crema!!

Che la colazione sia un must, per me, non è un segreto. Che io sia golosa, neanche. Che le cose possano andare d'accordo è davvero sorprendente :D

Quindi: riempite la dispensa di ingredienti sani e divertitevi. Non c'è limite al benessere ^_^

lunedì 27 febbraio 2017

Pasticcini di carote, arancia e mandorle alla cannella e cioccolato bianco

Forte del mio nuovo, mega, estrattore di succo, quello in cui, finalmente, posso inserire anche la frutta secca, rassegnata alla mia incessabile voglia di dolce, mi sono voluta approcciare ad una nuova sfida: creare un pètit dessert, perfetto per qualsiasi momento della giornata, che limitasse la quantità di zuccheri raffinati (che qui sono presenti SOLO nella goccia di cioccolato bianco versato in superficie) e decisamente in stile healthy. Così prendo una carota, un'arancia e una mandorla, le guardo, le scompongo e le ricompongo. Arrotondo il sapore con un tocco di cannella, creo un equilibrio tra i sapori con una moderata dose di inulina*, e chiudo un cerchio perfetto con un "colpo di gola". Che, dosato in queste quantità, ci sta senza pesare, né sul metabolismo, né sulla coscienza ^_^ Metto in frigo, lascio riposare, assaggio. Una favola!!!!! Leggero, fresco, gustoso, goloso, appagante. Tutto quello che cerco in un dolce. Lontana anni luce dalle forme burrose e pastose che hanno sempre rappresentato la mia massima espressione di pasticceria, oggi affermo di aver trovato una dimensione perfetta. Perché al dolce non so resistere. Tanto vale cedervi con convinzione ^_^

Ingredienti

300 g di carote (pulite)
60 g di mandorle pelate
40 g di olio di cocco
1 arancia bio
25 g di inulina (io ne ho utilizzati 20 g)
50 g di cioccolato bianco
2,5 g di agaranta
1 cucchiaino di miele d'arancio
cannella a piacere
acqua q.b.
10 mandorle con la pelle

Sbucciate le carote ed inseritele nell'estrattore. Procedete, quindi, con le mandorle pelate. Prendete la polpa ottenuta dall'estrazione e mettetela in una ciotola. Unite la scorza dell'arancio grattugiata, l'inulina, cannella a piacere e l'olio di cocco. Mescolate bene, quindi trasferite tutto in uno stampo da plumcake in silicone. Fate riposare nel freezer per circa mezz'ora.
Tagliate l'arancio a pezzi, eliminate le estremità e passate anche questo nell'estrattore.
Prendete il succo (di arancia, carota e mandorle insieme) e aggiungete acqua fino ad arrivare ad un peso di 300 g. Stemperate l'agaranta, poi mettete sul fuoco, aggiungete il miei e portate ad ebollizione. Abbassate la fiamma e cuocete, girando con un cucchiaino, per 1 minuto. Spegnete la fiamma e lasciate intiepidire.
  Quando inizierà ad addensarsi, versatelo sullo strato di polpa di carota e riponete lo stampo in frigorifero.
Lasciatelo riposare per circa 3 ore. A questo punto estraetelo dallo stampo e tagliatelo in piccoli lingotti.
Sciogliete il cioccolato bianco a bagno maria, quindi versatene una piccola quantità su ciascun pasticcino.
Tagliate le mandorle a metà e inseritene una arte sopra ciascun lingotto.
Fate riposare in frigorifero fino al totale raffreddamento del cioccolato. Spolverizzate con cannella e gustate.

Poi gustate.
Poi gusate.
Poi gustate.

Già finiti? .....ops..... ^_^



*L’inulina è un oligosaccaride dalle caratteristiche uniche che permette di risolvere tantissimi problemi di salute dato che agisce sul secondo cervello, ovvero l’intestino, apportando dei profondi cambiamenti in breve tempo potenziando moltissimo la nostra capacità digestiva, di assimilazione e di difesa dai virus, batteri e funghi. Scopri di più...

lunedì 30 maggio 2016

Crema di arance e mandorle al cardamomo: mai finale di stagione fu più generoso

Ammetto che, seppur la stagione calda non riesca ancora a dimostrarci di volersi stabilizzare, non mangio arance da un po'. Ma è da un po' che questo vasetto attende di venire trasposto, nero su bianco, in due righe di presentazione. Devo oltresì confessare che questa particolare idea di "invasettare" un prodotto tipico della stagione invernale mi ha conquistato particolarmente. Nonostante la difficoltà nel sostenere l'importanza dell'arancia da parte del mio stomaco mi imponga dosi pediatriche (ed è una gran bella sfida, visto che per gola sono capace di aprire un vasetto senza più doverlo richiudere!!), questa combinazione con mandorle e cioccolato bianco trovo sia golosa, sfiziosa e allo stesso tempo sana.
Mi faccio ancora una volta portabandiera del non si butta via niente ed ottimizzo un prodotto prezioso della nostra tradizione e cultura trasformandolo in una crema goduriosa, a cui difficilmente si riesce a resistere.
Poi, però, invochiamo il tanto atteso sole e la stagione di colori e sapori dolci ^_^

Ingredienti

4 arance
50 g di cioccolato bianco
70 g di mandorle pelate
4 bacche di cardamomo

Lavate bene le arance, quindi tagliate la scorza, cercando di non prelevare la parte bianca. Fatela bollire in acqua per circa 15 minuti.
Nel frattempo tagliate le arance a tocchetti, inseritele in un boccale e frullatele fino a renderle una purea omogenea.
Aggiungete le scorze, scolate, alla purea e frullate nuovamente.
Riducete in scaglie il cioccolato bianco, aiutandovi con un coltello. Unitelo alla composta di arance e mescolate. Portate la crema a bollore, mescolando continuamente. Non appena raggiunta la temperatura di ebollizione unite le mandorle e li semi di cardamomo, precedentemente pestati e ridotti in polvere.
Frullate tutto ancora una volta, in modo che le mandorle si tritino bene, ma non in modo regolare.
Mantenete l'ebollizione ancora per un paio di minuti, quindi trasferite la crema in uno o più barattoli di vetro sterilizzati.
Chiudete immediatamente con il coperchio, quindi rovesciate i barattolini, avvolgeteli in uno strofinaccio, poi in una coperta e lasciateli raffreddare per almeno 24 ore.

Il sottovuoto vi permetterà di conservare la crema anche fuori dal frigorifero (fino alla golosa tentazione di aprirla...).

Gustatela come farcitura di una crostata, o di una torta, con i biscotti per colazione o spalmata sulle fette biscottate. Ma apprezzatela anche, semplicemente, al cucchiaio, perché dolce e ricca così, è perfetta da sé. Personalmente non ho ritenuto doveroso aggiungere zucchero, in quanto la dolcezza del frutto stesso e del cioccolato bianco per me erano decisamente sufficienti. Ma visto che molti storceranno il naso (ah, lo zucchero e il potere di conservazione), se proprio pensate che vi durerà molto in dispensa, provvedete ad aggiungere una congrua dose di zucchero.

Perché c'è chi le regole le rispetta, chi le infrange.
^_^
 
Ed ora, arrivederci inverno. Pioggia o non pioggia, noi ci prendiamo la stagione che ci aspetta!!
 

giovedì 21 gennaio 2016

Sesamini al burro di arachidi e cioccolato bianco: quell'irresistibile desiderio di prendere per la gola

In lotta per aggiudicarsi il premio dei "più rifatti di sempre", questi biscotti riempiono il barattolone della colazione nella mia dispensa ormai da mesi!!!! E' stato un tentativo. Mi ha dato vantaggio la forma. Il risultato è pazzesco. Come sempre, nell'iniziare un impasto sperimentale, ho avuto davanti i miei punti fermi: neiente uova, niente burro e niente latticini, ma solo perché non bevo più latte vaccino, per cui non esiste la possibilità che cada in tentazione ^_^ Tant'è che qui il latte è presente, avendo utilizzato del.... cioccolato bianco. Beh, quello non manca mai, nella mia dispensa :D Ma non perdiamoci in dettagli. Partire dall'idea di utilizzare il mio adorato burro di arachidi è sempre stimolante. Me lo faccio in casa nel quantitativo necessario alle preparazioni che ho in mente, perché se ne preparassi delle scorte, durerebbero davvero poco e io diventerei davvero il doppio ^_^ Così ecco che lavoro con i miei novanta grammi di arachidi, dieci grammi di olio di riso, un pizzico di sale e penso, penso, penso. Ok, la ricetta è ben chiara nella mia testa. Le farine preziose sono tutte in bella mostra davanti a me e.... punto il dito su quella che vorrei. Orzo integrale, che arriva da un mulino calabrese, ormai una scelta consolidata nel tempo e certamente vincente. (Vi garantisco che, una volta provate farine di questo genere, sarà impossibile tornare indietro e la corsia del supermercato dedicata ai farinacei la snobberete senza batter ciglio). L'impasto non è semplice, è piuttosto sabbioso, per cui occorre trovare la forma perfetta per rendere compatti i biscotti. Presso negli stampi queste briciole (che mi mangerei crude..... da quanto sono buone) e inforno. Adesso come posso descriverli per rendere l'idea? Avete presente la friabilità di un canestrello? E la leggerezza di una nuvola? E il sapore rustico di..... un frollino ruvido? Cuociono in 15 minuti (nelle repliche sono riuscita ad ottenerli più bianchi e più delicati) e durano.... anche meno, ahahahahahah.
Lasciarvi a gustare la ricetta è tutto ciò che mi rimane. Ho nuove arachidi da sgusciare ^_^

Ingredienti

100 g di farina integrale di orzo
45 g di farina di grano saraceno
60 g di cioccolato bianco
100 g di burro di arachidi
1 cucchiaino di farina di limoni
25 g di semi di sesamo
1 pizzico di bicarbonato

Tritate finemente il cioccolato bianco. Unite il burro di arachidi e create una crema omogenea. Aggiungete le farine, precedentemente mescolate tra loro, il bicarbonato e la farina di limoni (o la scorza grattugiata, se non aveste ancora provveduto a farvi scorte di farina ^_^).
In ultimo aggiungete i semi di sesamo e mescolate fino ad incorporarli in maniera omogenea.
Prendete lo stampo per baci di dama in silicone e pressate, in ciascuno spazio, un cucchiaino abbondante di impasto. Se ben pressato questo quantitativo di impasto sarà sufficiente a riempire uno stampo da 24 biscotti.
Cuocete in forno a 175°, per 15 minuti circa. Potrebbero essere sufficienti 12 minuti, controllate la cottura e non fateli scurire troppo.
Sfornate lo stampo e lasciatelo raffreddare completamente i biscotti.

Cercare di estrarli da caldi sarebbe catastrofico ^_^ Quando, raffreddando, si saranno compattati bene, estraeteli e gustateli.

Friabili e fragranti, rustici, avvolgenti. Diventeranno in un baleno la vostra droga di inizio giornata, ma non solo.

Con il caffè, una tazza di tè, con una buona crema al cioccolato (questa è perfetta), un frutto, ma anche in un dolce (e ve ne parlerò presto...... ^_^). A me piacciono molto anche, spezzettati, nello yogurt. Insomma, il come decidetelo voi, di certo c'è che non potrete più farne a meno!!

Ah, ve l'ho detto che potrete conservarli per...... qualche giorno? :D Provateci....


martedì 8 dicembre 2015

Crema di pistacchi al cioccolato bianco e fagioli: buone abitudini che incontrano nuove idee

Lo so, sto sfornando dolci a tutto spiano. Lo so, sono tutti a base di pistacchi. Lo so, tutto ha un significato, ma non posso trattenere l'entusiasmo. I prodotti buoni, quelli della nostra terra, vanno valorizzati. E le idee vanno trasformate in tentativi. E, magari, i tentativi in successi. Era da un po' che pensavo di creare una crema al cioccolato a base di fagioli. L'idea era quella di creare una variante alla mia cioccocrema, che tanto delizia e che è una tra le mie creazioni più richieste ed apprezzate. Adoro il cioccolato fondente, è vero, ed è anche vero che la ricetta pubblicata e condivisa è stata stravolta e perfezionata, ogni volta con l'aggiunta di un dettaglio, con un bilanciamento di ingredienti differente. Ma comunque, sempre, con successo. Allora ho spostato l'attenzione sulla sua antagonista, che amo non di meno. Cioccolato bianco e pistacchi. Proposi, tempo fa, una crema leggera e delicata, senza la presenza del cioccolato. Favolosa, ma non peccaminosa. La riproposi fondente bianca. Un'esplosione di meraviglia, ma davvero troppo per una scelta quotidiana. L'ho proposta, poi, in una rivisitazione a metà strada tra le due varianti, per un semplice assaggio fuori dal blog, per qualcuno che non ama la dolcezza del cioccolato bianco. Audace, visto che il cioccolato bianco c'era eccome. E sapete? E' stato amore puro. Il vasetto credo non sia arrivato alla seconda apertura ^_^ Allora, forte del fatto che questa crema mi regala grandi stimoli e radicate soddisfazioni, ho pensato: fagioli bianchi, cioccolato bianco e pistacchi. Sarà un successo!!!!
Se lo è stato? Lascio a voi il verdetto ^_^

Ingredienti

100 g di fagioli con l'occhio secchi (250 g bolliti)
70 g di cioccolato bianco
80 g di pistacchi di Bronte
150 g di latte (per me di avena)
65 g di datteri naturali
1/2 cucchiaino di polvere di vaniglia
1 cucchiaino di farina di limoni
1 cucchiano raso di farina di semi di carrube

Mettete in ammollo i fagioli per una notte intera (o comunque almeno 6 ore), quindi sciacquateli e fateli bollire in acqua NON salata per un paio d'ore, fino a quando saranno morbidissimi. Scolateli e teneteli da parte.
Spezzettate il cioccolato bianco e tritatelo finemente con i pistacchi, in modo da ottenere una pasta fine e uniforme.
Unite al composto i fagioli, i datteri snocciolati, la polvere di vaniglia, la farina di limoni e la farina di semi di carrube. Frullate fino a rendere tutto omogeneo.
Versate il latte tiepido, poco alla volta, amalgamandolo bene alla crema, quindi portate alla temperatura di 100° e fate cuocere per cinque minuti, sempre mescolando.
Sterilizzate un vasetto da 500 ml e asciugatelo perfettamente. Versateci dentro la crema ottenuta, pulite il bordo, chiudete bene e avvolgete il barattolo in un canovaccio, poi in una coperta, fino al raffreddamentototale. Ci vorranno almeno 24 ore e alla fine otterrete la vostra scorta sottovuoto!
Se non necessitaste di conservare questa meraviglia, conservate la crema in un semplice barattolino, in frigorifero.
  
La consistenza ottenuta sarà piuttosto compatta. Se vi piacesse più morbida, aumentate la quantità di latte.

Una volta aperto il barattolo, si conserva per un tempo sicuramente maggiore rispetto alla durata effettiva, e sfido chiunque a resistere inermi di fronte al vasetto sottovuoto. Ma se voleste condividere questa preparazione con parenti e amici, magari in un'idea regalo, siate tranquilli: sotto l'albero, ben mimetizzata, arriva senza problemi a Natale ^_^

Ma vi avviso: una volta aperto il barattolo.... non si chiude più!!

venerdì 13 novembre 2015

Crostata di pere e cioccolato bianco: quel che fa di un'idea la scelta vincente e perpetuabile

Ammetto di avervi preso per la gola per un po', con le immagini condivise su Instagram, e di aver temporeggiato oltremodo, prima di condividere con voi questa prelibatezza, ma il mio vivere di sensazioni e di emozioni si riflette anche in questo e se il momento è più indicato per altro..... il dolce aspetta!
Quando arriva l'attimo giusto, però, occorre onorarlo a dovere. Perché il dolce di cui vi sto parlando è qualcosa di inimmaginabile.
Avevo proposto questa crostata in occasione di un incontro di lavoro capitato nel periodo del mio compleanno. Come da tradizione, non mi sono presentata a mani vuote. Non documentai, in quell'occasione, i passaggi della preparazione. Scrissi solo gli ingredienti, perché ormai lo sapete, la mia è sempre improvvisazione. E mi promisi di dedicarci nuovamente del tempo, un'attenzione maggiore, qualche scatto e la condivisione. Per cui eccomi qui, a portare sotto i vostri nasi i profumi inebrianti e dolciastri di cioccolato bianco e pere e per proiettare sui vostri palati l'armonia di ingredienti speciali. Seguitemi...

Ingredienti

Per la frolla
110 g di burro di arachidi (per me fatto in casa)
80 g di farina di segale Jurmano
30 g di farina di grano duro Senatore Cappelli
45 g di miele di tiglio
30 g di latte vegetale
cannella a piacere
1 cucchiaino di farina di mandarino (o scorza grattugiata)

Per la copertura
100 g di cioccolato bianco
2 pere Williams
20 g di latte vegetale
1/2 cucchiaino di agar agar

Partite dall'impasto. Mescolate le farine, quindi unite il burro di arachidi, il miele e gli aromi e cominciate ad impastare. Aggiungete il latte, poco alla volta, e continuate a lavorare fino ad ottenere un panetto compatto. Avvolgetelo in un foglio di pellicola trasparente e lasciatelo riposare per almeno un'ora in frigorifero.
   Passate, quindi, alla crema. Tritate il cioccolato bianco, fino a renderlo polvere. Aggiungete il latte, con il quale avrete stemperato l'agar agar e una pera tagliata a pezzi. Frullate tutto e portate alla temperatura di 100°. Lasciate cuocere per un paio di minuti, quindi mettete la crema da parte.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, stendetela su una spianatoia infarinata, in una sfoglia spessa circa un centimetro. Rivestite la teglia con carta forno (io ne ho usata una quadrata di circa 28 cm di lato) e adagiatevi la pasta.
Cospargete la base con la crema appena ottenuta, quindi tagliate la pera in spicchi sottili. Io sono solita utilizzarla con la buccia. In questo caso ricordate di lavarla bene.
Accendete il forno e portatelo a 190°. Una volta raggiunta la temperatura infornate e cuocete per 30 minuti circa.
Abbiate l'accortezza di controllare che cuocia uniformemente. Una volta pronta, sfornatela e lasciatela raffreddare in teglia. Una volta fredda, procedete al taglio.

Rassegnatevi all'idea di vederla finire troppo in fretta, soprattutto se avrete la necessità di condividerla: una sola fetta non basta.
Crea dipendenza e non lascia scampo. E anche chi non ama il sapore troppo dolce del cioccolato bianco ha assolutamente apprezzato e, prima ancora di sapere che ci fosse del cioccolato bianco, ha replicato l'assaggio (per poi strabuzzare gli occhi e dire "ma davvero?").

Insomma, io vi ho avvisato, ora spetta a voi la gestione ^_^