Visualizzazione post con etichetta pere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pere. Mostra tutti i post

lunedì 20 febbraio 2017

Petto di pollo farcito con verza, frutti rossi e nocciole

Si cerchino una momentanea distrazione da questa pagina gli amici vegani e vegetariani per questa mia parentesi carnivora. Rara, ma comunque presente, a cadenza regolare, nel mio quadro alimentare.
"Lo farai felice, Massimo. Perché non gli lasci rimasugli". Già, il mio macellaio di fiducia, che mi vede solo quando finisco le scorte di pollo, è felice che io gli dica "separami tutto, petto, ali, cosce, sovraccosce. E..... dammi anche il collo, che ho voglia di un buon brodo". Le zampe se le tiene strette, ma la prossima volta non la scampa. Non è forse della gallina che non si butta via niente? Ahahahahahah. I suoi polli sono buoni, non c'è dubbio e io mi diverto ad arricchire la loro semplicità con sapori sempre nuovi, talvolta bizzarri, sempre appaganti. Questa volta è nata la sfida di una farcitura audace. La dolcezza della frutta, la nota pungente del cavolo verza, la croccantezza delle nocciole e una crosticina sfiziosa a mo' di panatura all'esterno. Beh, io mi avvalgo della preziosa alleanza con una friggitrice ad aria calda che rende tutto più leggero e lascia, così, che i sapori delle materie rimangano liberi di esprimersi naturalmente. Per chi ancora non avesse ceduto ^_^ il forno può sempre rappresentare una valida alternativa. Insomma, trovate il vostro escamotage, ma provate questo piatto: rimarrete meravigliati!

Ingredienti

170 g di petto di pollo intero
50 g di nocciole sgusciate
30 g di frutti rossi essiccati
1 spicchio d'aglio
2 foglie di alloro
40 g di foglie di cavolo verza
20 g di miele d'arancia
1/2 cucchiaino di foglie di aneto essiccato
albume d'uovo
sale rosa
pepe
1 cucchiaio di fiocchi d'avena
1 cucchiaio di pangrattato (io di riso)
olio evo

4 foglie di cavolo verza
1/2 pera Williams

Fate ammorbidire in acqua i frutti rossi, per almeno un paio d'ore. Strizzateli e insetiteli in un boccale. Aggiungete le nocciole, l'aglio, le foglie di alloro, l'aneto, il sale, il pepe e tritate tutto.
Lavate le foglie di cavolo verza, asciugatele bene e tagliatele a striscioline. Unitele al trito di frutti rossi e frullate nuovamente, aggiungendo anche il miele.
Incidete il petto di pollo in modo da ricavare una tasca. Farcitelo con il trito appena preparato e chiudetelo sigillandolo bene con un filo o con degli stuzzicadenti.
Sistemate su un piatto il pangrattato e i fiocchi d'avena e mescolateli tra loro. A parte versate del tuorlo d'uovo (io uso quello pastorizzato, ma in alternativa potreste usare un uovo o una parte di questo), passateci il petto di pollo farcito. Rotolatelo nel pangrattato e lasciatelo riposare per una decina di minuti. In questo modo la panatura aderirà bene alla carne.
Irrorate leggermente la superficie con dell'olio evo, quindi cuocete per 30 minuti nel cestello della friggitrice ad aria calda, oppure in forno, a 200°.

Nel frattempo lavate le restanti foglie di cavolo verza, asciugatele e tagliatele a julienne. Tagliate a bastoncini anche la pera e unitela al cavolo. Condite con olio, sale e pepe a piacere.
Quando avrete ottenuto una bella crosticina dorata, estraete il pollo farcito e lasciatelo riposare qualche minuto.

Tagliate la vostra tasca a fettine non troppo sottili e servite accompagnandolo con l'insalata.
Dolcezza, pienezza, freschezza, per un piatto che vi sorprenderà.

lunedì 1 febbraio 2016

Budini di pera al rosmarino: l'incontro irresistibile tra sorpresa e piacere in una cornice di semplicità

C'è una cosa che mi tiene lontana dall'immagine di una perfetta foodblogger: alla cura dei dettagli, delle rifiniture, delle inquadrature, preferisco la convivialità, quando il piatto che presento dev'essere fotografato nel momento stesso in cui lo condivido. E per questo budino è davvero andata così. Non sarei riuscita a dedicare tempo alle decorazioni quando, allargando i margini dell'immagine, mi trovavo immersa in un contesto così ampio e vario. Anche voi avreste faticato a concentrarvi su un solo dettaglio ^_^ Pensando poi al desiderio di affondare un cucchiaino in tanta morbida meraviglia.... beh, devo dire che ho già fatto molto :D
Se per me l'incontro audace di sapori insoliti è ormai pane quotidiano, sono consapevole che per qualcuno potrebbe stridere un po' immaginare un dolce al sapore di rosmarino. La mia mamma rientra in questa categoria. Ma fa parte anche di una sottocategoria: quella rassegnata alla curiosità! Della serie "io non lo farò mai, ma se ci pensi tu non mi sottraggo all'assaggio". Che poi finisce con "sorprendente!!". Ecco, questo dolce è sorprendente. Delicato, leggero, avvolgente, sa stupire e appagare. Toglie quel desiderio di qualcosa di sfizioso senza appesantire troppo il nostro sistema ^_^
Cosa chiedere di più?

Ingredienti

4 biscotti tondi (per me fatti con questo impasto)
2 pere Angelys
4 rametti di rosmarino
1 cucchiaino di farina di limoni
1 cucchiaino raso di pepe macinato
15 g di maizena
1/2 cucchiaino di agar agar

Sbucciate le pere e tagliatele in piccoli pezzi. Mettetele in un pentolino e fatele cuocere, a fiamma bassa. Nel frattempo tritate finemente gli aghetti del rosmarino, precedentemente lavato, e unite tutto alla frutta, insieme al pepe e alla farina di limone.
Lasciate cuocere fino a quando la frutta diventerà morbida. Ci vorranno almeno 30/40 minuti. Setacciate la maizena e aggiungeteci l'agar agar. Stemperate con un po' di purea di frutta, quindi versate tutto nel pentolino delle pere.
Con un frullatore ad immersione create una crema liscia e vellutata, quindi lasciate cuocere ancora per un paio di minuti.
   Versate la crema in quattro stampi da budino, senza riempirli conpletamente. Coprite ciascuno stampo con un biscotto, quindi fate raffreddare. Quando saranno a temperatura ambiente spostate gli stampi in frigorifero e lasciateli almeno un paio d'ore. Io li ho preparati il giorno prima, per cui sono stati in frigorifero tutta la notte.
Al momento di servire rovesciate gli stampi su dei piattini e..... decorate a piacere o assaporate senza attesa :D
Il biscotto che ho utilizzato io era molto friabile, ma non mi sono preoccupata che il risultato non fosse perfetto. Il sapore era decisamente all'altezza delle aspettative e, per quanto l'occhio voglia la sua parte, qui la gola ha avuto la meglio ^_^

Il cucchiaino ha fatto il suo tuffo in men che non si dica e i sapori si sono armonizzati splendidamente in questa cassa armonica che è il nostro palato.

Scegliendo il biscotto giusto questa proposta si presta ad essere una perfetta scelta vegana e gluten free ; )


venerdì 13 novembre 2015

Crostata di pere e cioccolato bianco: quel che fa di un'idea la scelta vincente e perpetuabile

Ammetto di avervi preso per la gola per un po', con le immagini condivise su Instagram, e di aver temporeggiato oltremodo, prima di condividere con voi questa prelibatezza, ma il mio vivere di sensazioni e di emozioni si riflette anche in questo e se il momento è più indicato per altro..... il dolce aspetta!
Quando arriva l'attimo giusto, però, occorre onorarlo a dovere. Perché il dolce di cui vi sto parlando è qualcosa di inimmaginabile.
Avevo proposto questa crostata in occasione di un incontro di lavoro capitato nel periodo del mio compleanno. Come da tradizione, non mi sono presentata a mani vuote. Non documentai, in quell'occasione, i passaggi della preparazione. Scrissi solo gli ingredienti, perché ormai lo sapete, la mia è sempre improvvisazione. E mi promisi di dedicarci nuovamente del tempo, un'attenzione maggiore, qualche scatto e la condivisione. Per cui eccomi qui, a portare sotto i vostri nasi i profumi inebrianti e dolciastri di cioccolato bianco e pere e per proiettare sui vostri palati l'armonia di ingredienti speciali. Seguitemi...

Ingredienti

Per la frolla
110 g di burro di arachidi (per me fatto in casa)
80 g di farina di segale Jurmano
30 g di farina di grano duro Senatore Cappelli
45 g di miele di tiglio
30 g di latte vegetale
cannella a piacere
1 cucchiaino di farina di mandarino (o scorza grattugiata)

Per la copertura
100 g di cioccolato bianco
2 pere Williams
20 g di latte vegetale
1/2 cucchiaino di agar agar

Partite dall'impasto. Mescolate le farine, quindi unite il burro di arachidi, il miele e gli aromi e cominciate ad impastare. Aggiungete il latte, poco alla volta, e continuate a lavorare fino ad ottenere un panetto compatto. Avvolgetelo in un foglio di pellicola trasparente e lasciatelo riposare per almeno un'ora in frigorifero.
   Passate, quindi, alla crema. Tritate il cioccolato bianco, fino a renderlo polvere. Aggiungete il latte, con il quale avrete stemperato l'agar agar e una pera tagliata a pezzi. Frullate tutto e portate alla temperatura di 100°. Lasciate cuocere per un paio di minuti, quindi mettete la crema da parte.
Trascorso il tempo di riposo della pasta, stendetela su una spianatoia infarinata, in una sfoglia spessa circa un centimetro. Rivestite la teglia con carta forno (io ne ho usata una quadrata di circa 28 cm di lato) e adagiatevi la pasta.
Cospargete la base con la crema appena ottenuta, quindi tagliate la pera in spicchi sottili. Io sono solita utilizzarla con la buccia. In questo caso ricordate di lavarla bene.
Accendete il forno e portatelo a 190°. Una volta raggiunta la temperatura infornate e cuocete per 30 minuti circa.
Abbiate l'accortezza di controllare che cuocia uniformemente. Una volta pronta, sfornatela e lasciatela raffreddare in teglia. Una volta fredda, procedete al taglio.

Rassegnatevi all'idea di vederla finire troppo in fretta, soprattutto se avrete la necessità di condividerla: una sola fetta non basta.
Crea dipendenza e non lascia scampo. E anche chi non ama il sapore troppo dolce del cioccolato bianco ha assolutamente apprezzato e, prima ancora di sapere che ci fosse del cioccolato bianco, ha replicato l'assaggio (per poi strabuzzare gli occhi e dire "ma davvero?").

Insomma, io vi ho avvisato, ora spetta a voi la gestione ^_^


mercoledì 15 luglio 2015

Agrodolce di peperoni e pera al miele: questioni di gusto, audacia e di esaltazione dei sapori stagionali

In un lontano giorno di giugno, alle prese con un pensiero di pranzo e deliziata dalla presenza di carnosissimi peperoni in frigorifero, mi approcciai ad una preparazione insolita, che prontamente documentai con uno scatto su Instagram. Fu un'idea estemporanea, tanto che mi dissi che ci avrei provato, poi, eventualmente, avrei perfezionato la proposta e l'avrei condivisa. Confesso che è passato più tempo dal giorno in cui questo passaggio è avvenuto ad oggi, giorno della condivisione, piuttosto che da quel primo assaggio al momento della replica, con perfezionamento (tutto, sempre, documentato). I sapori insoliti sono pane per i miei denti. Mi piace molto inserire la frutta nelle pietanze salate e mi piace accostare il dolce al salato. Ho un particolare debole per l'aceto di mele, delicato, prezioso per le sue proprietà, leggero e rispettoso dei sapori che accompagna. Trovo sia perfetto per le marinature. Così ecco che ho trasformato un trittico di peperoni, nelle sue variopinte accezioni, in una pietanza fresca, saporita e piacevole. Aromatizzata con erbe di stagione e addolcita dalla presenza del miele e della pera. Ma di carattere, perché è condizione necessaria per la perfetta riuscita di un esperimento.
Accompagnato con un buon formaggio delicato è un piacevole piatto estivo che appaga il palato e riserva una coccola di benEssere al nostro corpo e al nostro spirito.

Ingredienti

1 peperone rosso
1 peperone giallo
1 peperone verde
2 pere Abate
75 ml di aceto di mele bio
2 cucchiaino di miele di castagno
25 ml di olio evo
10 foglie di basilico fresco
10 foglie di salvia fresca
pepe mix creolo
sale rosso di Cipro

Lavate bene le pere e i peperoni. Asciugateli. Eliminate i piccioli dai peperoni, apriteli, svuotateli da tutti i semi e dalle parti bianche interne e tagliateli a julienne. Fate la stessa cosa con le pere.
Preparate la marinatura mescolando il miele, l'aceto di mele, l'olio insieme al pepe e al sale rosso. Una volta che l'emulsione sarà pronta versatela sulla julienne di peperoni e pere. Mettete tutto in una padella e spostate sul fuoco.
Fate cuocere a fiamma medio bassa, per circa 40 minuti, mescolando di tanto in tanto, in modo che la marinatura bagni uniformemente la massa. Nel frattempo lavate le foglie di menta e basilico, asciugatele e spezzettatele. E' importante non tagliarle per preservarne gli aromi.
Unite tutto in padella, coprite con un coperchio, e procedete con la cottura. Non dovrà diventare tutto troppo morbido, per cui regolatevi di conseguenza: potebbe volerci anche meno tempo di quello indicato.
Spegnete il fuoco e, lasciando la padella coperta, fate raffreddare completamente. Più tempo rimarrà in marinatura, maggiore sarà il sapore acquisito. Potrete conservare il tutto in frigorifero per giorni: verificherete di persona l'intensificarsi di sapori, con il passare del tempo.
Servite il mix di peperoni e pera accompagnandolo con un formaggio a scelta. Io ho optato per una delicatissima robiola di capra, con un po' di semi di sesamo e un filo di miele di castagno. Ma anche un pecorino stagionato o qualsiasi forma a piacere, sempre con del miele dal sapore intenso come quello di castagno, sarà perfetto per trasformare un semplice piatto in pietanza perfetta.

E, sia mai che, nel desiderio di conservare in vasetto un sapore estivo, vogliate mettere tutto sotto vuoto! ^_^ Questo agrodolce si presta alla perfezione!

venerdì 15 maggio 2015

Gelato di ricotta e pere con uvetta: tutto ciò che è fondamentale per il raggiungimento di un obiettivo

Vi vedo, miei cari pignoletti, ingrandire le foto per cercare la cremosità perfetta, scettici per l'assenza della parola gelatiera nel procedimeno di preparazione, diffidenti per la mancanza di panna tra gli ingredienti e indignati perché lo zucchero utilizzato non è quello giusto (tranquilli, neanche il banalissimo saccarosio di per sé lo è!!). Ma sapete cosa vi dico? A me questo gelato piace proprio tanto! E non starò qui a convincervi che niente di tutto quello appena citato sia fondamentale per una buona riuscita, perché la mia caparbietà è arrivata oltre. La panna non entra in casa neanche per sbaglio, lo zucchero sotto forma di saccarosio, destrosio, glucosio, maltodestrine e zucchero invertito fatico anche a pronunciarlo, la gelatiera la vorrei, ma..... rimane ancora un sogno. E allora che faccio? Rinuncio al lusso di un buon gelato fatto in casa? Illusi ^_^ Mentre voi fate le vostre considerazioni, io vado avanti per la mia strada e, nel caso le considerazioni si prolungassero, mi concedo anche un assaggio. Ma anche un bis, perché qui c'è tutta la bontà che ho sognato!! Ci ho messo tutto il mio amore e ve lo offro con grande orgoglio ; )

Ingredienti

50 g di latte di mandorle
5 g di lecitina di soia
180 g di pere williams (mature)
200 g di ricotta vaccina
75 g di malto di riso
20 g di zucchero di canna Dulcita
20 g di uvetta
5 g di farina di semi di carrube

Mettete a mollo la lecitina di soia e l'uvetta nel latte di mandorla e lasciatela riposare per almeno mezz'ora.
Tagliate le pere e inseritele in un boccale insieme allo zucchero di canna e alla farina di semi di carrube. E' importante che le pere siano mature, visto che andranno utilizzate con la buccia. In questo modo lasceranno un naturale sapore dolce e non renderanno aspro il sapore finale.  Frullate tutto, fino ad ottenere una purea non troppo vellutata.    Aggiungete, a questo punto, la ricotta e il latte con la lecitina di soia e l'uvetta. Amalgamate bene il tutto e portate a bollore, mescolando continuamente. Fate bollire per un paio di minuti, quindi versate il composto in un contenitore di alluminio.
Lasciate intiepidire il composto, mescolando di tanto in tando affinché la superficie non si compatti in una crosticina. Quando sarà freddo, riponete lo stampo nel congelatore. Riprendete il composto ogni mezz'ora, per le prime 3 volte, e ogni ora, per le successive 3 volte e lavorate il gelato con una frusta elettrica. In questo modo ingloberà aria e rimarrà soffice e cremoso.
Ci vorrà un po' di pazienza, ma l'operazione richiederà, ogni volta, pochi minuti e non troppa manualità.
Abbiate cura di pulire bene i bordi dello stampo, dopo ogni fase di mantecatura. In questo modo il gelato si rapprenderà in modo omogeneo.
Lasciate lo stampo nel freezer per almeno 8 ore, quindi preparatevi all'assaggio. Non servirà estrarre il gelato molto tempo prima di servirlo, perché rimarrà piuttosto morbido.
Accompagnatelo con delle cialde di pera essiccata (o fresca), una manciatina di uvetta e una colata di malto (o miele, o sciroppo d'acero). Ma anche con un biscotto, o delle semplici scaglie di cioccolato, saprà stupirvi e deliziarvi. E sia chiaro, seppur la panna continuerà a non entrare nella mia dispensa, la macchina del gelato rimane un sogno!!

Non prendetelo come un invito all'azione ^_^ ma lasciatemi libertà di espressione ^_^

giovedì 3 aprile 2014

Marmellata di pere agrumate allo zenzero: la dolcezza che sa attendere e che non chiede artifici

Passavo davanti a quel cesto di frutta da giorni. La scusa che le pere dovessero maturare bene era solo un modo per dirmi "tranquilla Erica, a tempo debito riuscirai a fare tutto". Ma i giorni trascorrevano senza che le mie manine si posassero su quelle dolci prelibatezze. Questo è un periodo di cambiamenti. Piccoli o grandi che siano, lascio al mio domani l'unico diritto di giudicarli. Sicuramente, però, sono voluti. Attesi con minuziosa pazienza, difesi con pacata perseveranza, impugnati con fervida convinzione. Ed ora sono tra le mie mani per mia sola volontà. E fanno sì paura, eccome se ne fanno, ma mi caricano molto più di quanto mi facciano tremare. Ho visto la mia vita trasformarsi infinite volte e mai come in questi ultimi anni. E per una persona come me, che ha sempre trovato equilibrio nelle piccole certezze, rivoluzionare il concetto della stabilità è davvero un colpo grosso. Ho solo saputo ascoltarmi e mettermi in gioco quando ho sentito il bisogno di farlo. Ed ora sì, lotto continuamente con una giornata troppo breve per ospitare tutti i miei desideri e i doveri. Lotto continuamente con la mia mania di perfezionismo, abbandonandomi alla consapevolezza di avere una casa che sembra una bancarella del mercato al sabato mattina. Lotto con i miei vuoti mentali a cui ho dovuto rassegnarmi, frutto di un affaticamento persistente e logorante, cercando di stare al passo con tutto. Ma mi riempio di conoscenza, mi riempio di voglia di imparare, mi riempio della certezza che in me posso credere. E non importa se quel cesto di frutta mi ha atteso per giorni: a tempo debito, Erica, e tutto verrà compiuto.

Ingredienti

450 g di pere (Abate o quelle che desiderate) pulite
1 limone biologico
10 g di zenzero fresco
15 g di malto di riso
100 ml di acqua di cottura del limone

Lavate bene il limone e mettetelo in un pentolino. Copritelo d'acqua e portate tutto ad ebollizione. Lasciate bollire per 1 ora. Spegnete il fuoco, prelevate il limone e lasciatelo intiepidire.
Tagliatelo a metà, liberatelo da tutti i semini e poi ricavate delle strisce sottili. Procedete con un nuovo taglio in modo da ottenere pezzi non troppo grandi e teneteli da parte.
Lavate le pere e pulitele dal torsolo. Tagliatele a spicchi piccoli e metteteli in un pentolino sufficientemente capiente. Unitevi il limone e lo zenzero, precedentemente pulito e grattugiato.
Versatevi il malto di riso e mettete sul fuoco. Aggiungete poca acqua di cottura del limone alla volta e girate di frequente affinché non attacchi al fondo. Coprite il pentolino e fate cuocere a fuoco basso per circa 2 ore.
Nel frattempo sterilizzate un barattolino in vetro e, quando la marmellata sarà morbida e densa, versatecela dentro.
Chiudete subito e fate raffreddare il barattolo, a temperatura ambiente, avvolto in un canovaccio.
   Una volta che si sarà creato il sottovuoto potrete conservare la vostra confettura in dispensa per molto tempo.
Personalmente so che la lascerò armonizzarsi con i sapori il tempo necessario e poi la assaporerò in tutta semplicità.
E' un'avvolgenza di sapori decisi, ma ben legati tra di loro. Lo zenzero, messo in risalto dal limone, dà una struttura decisa alla delicatezza della pera.


Difficile resistere, difficile pazientare. Emblema della vita o meno, arriverà il momento in cui poterla assaporare in pienezza.